sabato 8 dicembre 2018

Art by Romeo Villalva Tabuena (Iloilo, Filippine, 1921- 2015)


















Mi attraversi e riluci
sei profumo di calicanto che vince
l’aria fredda dell’inverno
ma il tuo canto non scioglie
l’ordito intrecciato d’amaro assenzio.

Altro sapore trangugio
nella risacca dei giorni
aspettando che questo dolore
sia amore.

Solo il lume la sera
nello spazio tra la matita
e la sua ombra
rincuora l’intimità della parola.Se ci fossimo conservati
l’uno all’altra
uno spazio di consuetudini
per poterle poi rinnegare altrove
preferendo vivere in un tempo apocrifo
forse non avremmo appreso di noi
ciò che ora sappiamo
e che, inevitabilmente, ci divide…

Lucianna Argentino (Roma,1962)

martedì 4 dicembre 2018

Art by Osamu Obi (Japan, 1965)


























Nessuna voce. 
Nell’oceano bianco, il silenzio è blu, 
e l’odore nero della notte galleggia opaco.

Nell’alba giace una rosa di cristallo. I petali si frantumano 
e nel loro riflesso ondeggiano frammenti stanchi dei tuoi sguardi. 
Sono rossi. Volano nell’abisso come gabbiani nel cielo. 
Sono abbandonati. Scavano nelle onde come un contadino nella terra. 
Sono vivi. Tramontano come la mia ombra nella foschia del mattino.

Mentre ali nere solcano temporali bianchi 
e voli infranti, il viola incide le tue guance.

L’arancione sfuma nella morte, e il vento 
soffoca nelle strade sterrate di campagna. 
Tu, sola, piangi come una bimba 
che non coglie più pratoline.

Le tue mani mi parlano di te. Le tue labbra m’ascoltano silenziose. 
Nei tuoi occhi volteggio disperato su una croce bagnata di sangue. 
La vita nasce in primavera, fiorisce orizzontale, soffoca nell’autunno. 
L’amore sboccia in estate, vola verticale, si frange nell’inverno.

È debole il suono della vita. Ha un petalo amaro. 
Ti cerco tra ferite schiuse e tracce mute. 
Gira il suono dell’amore. Ha un’ala spezzata dalla notte. 
Ti cerco sotto un albero di lacrime dove il dolore sussurra.

Alberto Fasano (Torino,1977)

domenica 2 dicembre 2018

Art by Joseph Lorusso (Chicago, 1966)











































Ove sei? de’ sereni occhi ridenti
A chi tempri il bel raggio, o donna mia?
E l’intima del cor tuo melodia
A chi armonizzi ne’ soavi accenti?

Siedi tra l’erbe e i fiori e a’ freschi venti
Dài la dolce e pensosa alma in balía?
O le membra concesso hai de la pia
Onda a gli amplessi di vigor frementi?

Oh, dovunque tu sei, voluttuosa
Se l’aura o l’onda con mormorio lento
Ti sfiora il viso o a’ bianchi omeri posa,

È l’amor mio che in ogni sentimento
Vive e ti cerca in ogni bella cosa
E ti cinge d’eterno abbracciamento.

Giosuè Carducci (Valdicastello di Pietrasanta, 1835 – Bologna, 1907)