lunedì 26 febbraio 2018

Art by Teodor Axentowicz (1859 - 1938) 
Polish-Armenian painter and university professor.














Quello che tu non sai, anche l’ignora
la via che ti accompagna e ti disvia
nel sole occiduo, e forse anche l’aurora
che si lagna col lieve pigolio
degli implumi nel nido, col deciduo
uggiolio di chi deve sfamarli.

Io affido
a questa oscura scienza anche le briciole
di quello che non so, forse anche il raggio
che non sa ove posarsi. Nel coraggio
o nella tua viltà? Forse è il mestiere
di una tale evidenza sconosciuta
versare a quando a quando nell’essenza
della vita la sua segreta musica.
Talora anche la musa è generosa
della sua voce ascosa. Cosa canta
al tuo orecchio? È il canto della sposa?
Da quale Oriente viene, in quale Libano
trattiene ancora quelle sue carezze?
Troppo lievi le ebbrezze, o inenarrabili?
Troppo abili sono le stranezze
con cui i sogni si accostano al vero.
Si dice che il pensiero vola. Dove
vola? Dove ignora anche se stesso
nel sogno stesso d’essere parola,
e forse parola dell’accesso?

Il fatto è che in ogni imminenza
della tua vita non puoi fare senza
di quel sottile strazio che t’invita
a non sentirti sazio di te stesso,
ma piuttosto a sperare nell’eccesso
di ogni misura nell’incontenibile.
In ciò che versa, in ciò che non contiene,
le lacrime e le pene si confortano
a vicenda. Tutto è già leggenda.
Devi sperare, se non si trattiene
di te nel canto — e forse nell’oblio,
magari a tua insaputa, si è già espanto —
ciò che tramuta in luce anche il pianto.

Forse con quelle briciole io ne nutro
o almeno ne titillo il desiderio
che il canto ha di quella mia carenza
onde trovarvi un senso pronto al troppo
che è in ogni verità, forse per sciogliervi
il groppo misterioso del suo pianto
mescolato all’incanto di un sorriso
che non so a chi appartiene.

Piero Bigongiari



venerdì 23 febbraio 2018

Art by Monica Milesi

"Nella nudità femminile cerco la tridimensionalità dell'essere: "scrivo" così pensieri e "coloro" così emozioni attraverso un corpo che ha qualcosa da dire. Forse..."

















Dolce a veder di giovinezza il brio,
Che con modestia lietamente aggiunto,
In bella donna, manifesti a un punto
Sua candid’alma e il natural desio!

Tra l’opre tutte, in cui grandeggia Iddio,
La prima è questa: e di ammirarla ha ingiunto
All’uom natura, il di cui spron l’ha punto
Per quanto al bello ei sia cieco e restio.

Oh vero raggio di luce Divina,
Che sfolgorando infra duo ardenti lumi
Fai d’ogni nostro senso alta rapina!

Oh bei leggiadri angelici costumi;
sovrana forza, che ogni forza inchina!
Voi de’ mortali siete in terra i Numi.

Vittorio Alfieri


giovedì 22 febbraio 2018

Art by Giovanni Boldini












L'uomo prova un'istintiva gratitudine per la donna che, sacrificando un po' del suo pudore, dimostra di voler piacere a uno solo sfidando la malignità degli altri; ma non può soffrire poi che questa donna faccia dispetto a un'altra donna che dimostri di avere per lui qualche simpatia.

Luigi Pirandello: "Il piacere dell'onestà"

lunedì 19 febbraio 2018

Art by Angel Peychinov












Poscia che mia fortuna in forza altrui

m’ebbe sospinto, e tutti incisi i nervi

di libertate ov’alcun tempo fui, 

io, ch’era più salvatico che i cervi,

ratto domesticato fui con tutti

i miei infelici e miseri conservi; 

e le fatiche lor vidi e i lor frutti,

per che torti sentieri e con qual arte

a l’amorosa greggia eran condutti. 

Mentre io volgeva gli occhi in ogni parte

s’ i’ ne vedessi alcun di chiara fama

o per antiche o per moderne carte, 

vidi colui che sola Euridice ama,

lei segue a l’inferno e, per lei morto,

con la lingua già fredda anco la chiama.

Francesco Petrarca

venerdì 16 febbraio 2018

Art by Pablo Picasso (1881 - 1973)
“Spendo ore dopo ore, mentre ritraggo, osservando le mie creature e pensando alle cose folli che stanno facendo” cit. P. Picasso











Alla Suite 347 conviene accostarsi con spirito pronto all’allegria, agli scherzi, alle burle, alla comicità, al buonumore e al piacere: piacere di vedere, di ridere, di divertirsi. Uno striscione con lo slogan Vietato l’accesso agli scorbutici! dovrebbe essere appeso all’ingresso delle opere in mostra… Picasso sembra essersi preso una lunga vacanza, ricca di storie, fantasmi, avventure reali o sognate. Non sembra essersi preoccupato tanto dell’Arte (con la A maiuscola), termine che d’altronde odiava. “Lavorava” solo raccontando tutto ciò che gli passava per la testa…

“Spendo ore dopo ore, mentre ritraggo, osservando le mie creature e pensando alle cose folli che stanno facendo” cit. Picasso