sabato 24 novembre 2018

Art by Antonio Guzmán Capel (Tétouan, 1960)



























La mente la devi spingere, è questo quello
che devi fare, la devi spingere avanti
fino a coprire tutte le galassie
tutta la materia oscura e l’energia oscura,
devi spingerla e spingerla, sempre più lontano
fino all’ultimo atomo della totalità dell’essere,
non devi lasciare niente, neanche un atomo, ricordati,
anche le cose che non sappiamo, che non conosciamo
anche quelle che non ci immaginiamo, anche quelle devi metterle
(lo so che è strano, ma devi fare così)
ed ecco comincerai a sentire una forza,
un’energia che penetra nel tuo corpo
da dentro. Questo è lo strano,
che non viene da fuori, come ci si aspetterebbe,
ma viene da dentro
come se – capisco che ti puoi stupire –
l’intero universo fosse dentro di te
ma tu non ci pensare, lasciala venire
e spandersi per bene in tutto il tuo corpo,
e poi goditi la sorpresa
di essere sfuggito (lo so che è strano) alla morte.

Claudio Damiani (San Giovanni Rotondo, 1957)

giovedì 22 novembre 2018

Art by Gary Morrow (Glasgow, 1974)






























Poesia d’amore degli anni sessanta del secolo

Tempi duri per l’amore, sempre più duri.
Sono già state eseguite le sue mazurke e le polke.
Guarda un po’, anche le liceali
rifuggono dall’amore.

All’amore hanno dichiarato guerra.
Totale. Fino allo sterminio.
Che possiamo fare allora,
noi di Trebinje?

Noi dell’avanguardia,
noi che dopo la maturità
ci prepariamo a fare i bardi,
i trovatori?

Tempi duri, duri per l’amore.
E fino a quando, così, fino a quando?
E tu mi fai le frittelle di pasta,
mi prepari gli spumini al miele,

e ti affacci al davanzale,
fumi le tue sigarette,
mia dolce provinciale,
come una bambina
credi nel Werther, nei dolci,
in questa tristezza che ci opprime entrambi,
e io piango, piango, piango,
perché sono tempi duri per l’amore, sempre più duri.

Izet Sarajlić (Doboj, 1930 – Sarajevo, 2002)