giovedì 19 ottobre 2017

Art by Henri Manguin























E Dio mi fece donna,
con capelli lunghi,
occhi,
naso e bocca di donna.
Con curve
e pieghe
e dolci avvallamenti
e mi ha scavato dentro,
mi ha reso fabbrica di esseri umani.
Ha intessuto delicatamente i miei nervi
e bilanciato con cura
il numero dei miei ormoni.
Ha composto il mio sangue
e lo ha iniettato in me
perché irrigasse tutto il mio corpo;
nacquero così le idee,
i sogni,
l’istinto
Tutto quel che ha creato soavemente
a colpi di mantice
e di trapano d’amore,
le mille e una cosa che mi fanno donna
ogni giorno
per cui mi alzo orgogliosa
tutte le mattine
e benedico il mio sesso.

Gioconda Belli

martedì 17 ottobre 2017

Art by Oscar Ghiglia




















Arte, o tremenda!, ancóra 
tu non ti sei svelata. 
Noi t'adorammo in vano. 

Gloria, tu passi; e ad altre 
fronti concedi il bacio. 
Noi ti seguimmo in vano. 

Amante ignota, ahi troppo 
giovine tu sei morta. 
Noi t'aspettammo in vano. 

E dove siete, o fiori strani, 
o profumi nuovi? 
Noi vi cercammo in vano. 

Nessun dolente al mondo 
da noi fu consolato. 
Con lui piangemmo in vano. 

Nessun oppresso al mondo 
da noi fu vendicato. 
Ci sollevammo in vano. 

Non fu il dolor sì forte 
da vincere il Mistero.
Lo sofferimmo in vano.

Dietro di noi un solco
sterile obliquo lieve
resta. Vivemmo in vano.

D'innanzi a noi, nel buio,
la Morte è senza face.
- Gloria! - Morremo in vano.

Gabriele D'Annunzio

martedì 10 ottobre 2017

Art by Ray Donley (1950, American)








  







Nella notte fonda ti scavo, tesoro
Perché ogni abbondanza che vidi
è miseria e povero surrogato
della tua bellezza ancora segreta.
Ma la via che conduce a te è terribilmente lunga
e poiché da tempo nessuno la percorre, si cancella.
Tu sei solo. Tu sei la solitudine,
o cuore in cammino per lontane valli.
Alzo nel vento le mie mani sporche
di sangue a forza di scavare:
che mettano rami come un albero!
E ti succhio dallo spazio
come se là ti fossi sfracellato un tempo
con un gesto impaziente
e ora cadessi mondo polverizzato
da lontane stelle sulla terra dolcemente
come cade la pioggia a primavera.

Rainer Maria Rilke