venerdì 20 aprile 2018

Art by Burton Silverman (1928, Brooklyn)

























Ti dedico i miei occhi, le mie labbra, i miei denti.
Le poesie? Che te ne fai delle mie poesie scritte perché non sapevo tacere?
Che te ne fai delle mie poesie che non ti possono amare?

Com'è bello che non siamo né uccelli né devoti all’imbrunire
e non abbiamo le ali ma le braccia.
L’ultima cosa che ci attende non può essere la nostra morte,
perché i desideri del nostro sangue da qualche parte devono continuare.

Tu sei una donna, piccola,
tu sei una piccola donna
e un immortale agosto ti ho portato nelle mie ballate.
Resta col mio ti Amo che sopravviverà a tutte le mie
lamentevoli nenie, a tutte le mie trasformazioni.
Resta accanto ai miei occhi.

Sopravviveremo a noi stessi, non solo nel tumulo delle nostre tombe,
perché abbiamo saputo, abbiamo saputo, teneri e superbi,
fuggendo dai coltelli e dalle granate uccidere gli angeli in noi
continuando a restare angeli.

Posteri, cercateci qualche volta seguendo un filo rosso,
solo i nostri corpi giaceranno sotto la terra muta,
ma calpestate piano,
per non ferire le nostre labbra,
e non pestate i nostri sguardi morti.

Izet Sarajlic

Art by Timothy Joseph Allen (1970, American)









Questa sera rileggo le mie parole
per rifinire il loro tono e offrirle
a un oscuro editore. E rivedendo
le loro sillabe esatte e traditrici
mi tentano lo sconforto e l’accidia.
Dove nascondono la vita che serbavo
nel loro solaio di ombre, dove celano
la passione che mi obbligò a tracciarle?
Non trovo risposta, e nel loro specchio
scopro soltanto il volto di uno sconosciuto.
Non c’è luce nelle mie parole, ai miei occhi
mancano di bellezza. Perché allora
persistere nella loro illusione, e perché
offrirle ora agli altri?
Forse nella speranza
del lettore futuro che immaginò Cernuda?
È bello il suo sogno, e la poesia
è molto bella, ma io mi domando,
disilluso, se può la mia lettura,
con il suo fervore odierno,
dare a quell’uomo la felicità
che scrisse di non provare; se meriterò
questo incerto lettore; e in che strana maniera
i versi e la vita che sentiamo frustrati
sapranno compiersi un giorno negli occhi di un altro.

Vicente Gallego

mercoledì 11 aprile 2018

Art by Francesco Hayez















Quando tu sarai vecchia e grigia e sonnolenta,
col capo tentennante accanto al fuoco, prendi questo libro.
Leggilo lentamente, e sogna del tenero sguardo
Che i tuoi occhi avevano un tempo
E delle loro ombre profondo.

Quanti furono ad amare i tuoi momenti felici
E quanti amarono la tua bellezza
Con vero e falso amore?

Ma solo uno amò la tua anima pellegrina
E amò il dolore del tuo volto
che stava cambiando.

Piegata accanto alle braci lucenti
Appena triste, rimembra di come l'amore fuggì
E passò alto sopra le montagne
Per nascondere il suo volto in nugolo di stelle.

William Butler Yeats


Art by Giosi Costan







Ascoltami rivivere nei boschi
sotto il fogliame della memoria
dove verdeggiante trascorro,
sorriso calcinato di antiche piante sulla terra,
stirpe carbonacea del giorno.
Ascoltami rivivere, ti conduco
al giardino di presenza,
abbandonato alla sera e ricoperto d’ombre,
abitabile per te nel nuovo amore.
Ieri deserto regnante, ero una foglia selvatica
e libera di morire,
ma il tempo maturava, nero compianto delle valli,
la ferita dell’acqua nelle pietre del giorno.

Yves Bonnefoy

lunedì 9 aprile 2018

Art by Martin Llamedo (1980, Argentine)








Giove dall'alto sorride degli spergiuri degli amanti. 

Ho smesso di cercare, ed ho trovato... 
Ma perché c'è da soffrire per imparare? 
Voglio imparare amando, ché il mio cuore non tollera strattoni, illusioni e bugie; è diffidente, ma tanto, tanto ingenuo, si smarrisce per mille vie: è capace di scambiare l'interesse per amore!!! 
Per troppo tempo ha covato odio e rancore, come la seppia che rilascia il suo nero per disperdere il cacciatore. 
Troppo a lungo si è chiuso a soffocare il suo battito languido.
Quasi muto. E sordo.